“Ancora Qui” non è un brano nostalgico. Non è un lamento. È uno sfogo maturo, consapevole, quasi necessario. Gabriele mette in musica una situazione che molti hanno vissuto almeno una volta: persone che dichiarano indifferenza, ma non riescono a smettere di osservare, giudicare, parlare. Persone che, nonostante il tempo passato, continuano a insinuarsi nella vita altrui, riaprendo capitoli che per qualcuno sono già chiusi da anni.
Il testo è diretto, senza filtri. La delusione per un’amicizia tradita, per una fiducia mal riposta, emerge con forza ma senza vittimismo. C’è amarezza, sì, ma soprattutto c’è lucidità. Quando canta “Ancora sei qui, dimmi cosa vuoi”, non sta cercando una risposta: sta tracciando un confine.
Il brano parla di maschere, di opportunismo, di rapporti che si rivelano diversi da come sembravano. Ma il messaggio centrale non è l’accusa: è l’affermazione di sé. È la presa di coscienza che a volte è meglio perdere certe persone che continuare a concedere loro spazio e importanza.
Musicalmente, “Ancora Qui” si allontana da atmosfere malinconiche e sceglie un sound più grintoso e contemporaneo. Le sonorità moderne e i campionamenti attuali danno energia al testo, trasformando il dolore in determinazione. Non è una resa dei conti: è una dichiarazione di indipendenza emotiva.
Il ritornello è incisivo, quasi liberatorio. “Tieniti la ragione” diventa una frase simbolo: non serve avere l’ultima parola, serve ritrovare la propria pace.
La copertina, ispirata a una grafica old style anni ’80, raffigura il cantautore con un’espressione sospesa tra sorpresa e fastidio, in uno scatto spontaneo. Un’immagine che racconta perfettamente il senso del brano: lo stupore di fronte a certi comportamenti e la scelta di non subirli più.
“Ancora Qui” è il sesto estratto dell’album “DEDICATO A ME”, un progetto nato da un percorso artistico e personale maturato negli ultimi tre anni.





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